La riforma del lavoro va avanti, portando con sé non poche polemiche, come ogni cosa, d'altra parte, che riguardi il nostro Paese. La riforma dividerà il licenziamento in tre tipologie. Nonostante l'opposizione della Cgil alla modifica dell'art. 18 del c.d. Statuto dei lavoratori, Monti va avanti per la sua strada.
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In sintesi, sembra che la volontà del Governo italiano presto troverà applicazione. Non possiamo dire che la situazione della disoccupazione potrà migliorare, ma vista la bozza del progetto, non sembra che la soluzione proposta possa creare nuovi posti di lavoro, dato che i datori di lavoro saranno molto più rigidi per le assunzioni future per non incappare in sanzioni che, se passerà tale riforma, costringerà a chi offre lavoro, in caso di licenziamento, ad un esborso economico di non poco valore. Noi ci chiediamo se non fosse stato meglio cambiare le regole del licenziamento ingiusto più che prevedere una forte punizione economica visto il momento molto difficile in cui si ritrova la popolazione italiana.
Ricordiamo ancora che siamo il Paese con il maggior numero di parlamentari, con gli stipendi più alti d'Europa, e se siamo in queste condizioni è colpa di chi, invece di investire utilmente il nostro denaro, ha preferito metterselo in tasca.
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